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I viaggi del Cuore

Peppe Guida, il cuoco delle ricette antiche

 

Il tempo si e' fermato a Montechiaro, una frazione di Vico Equense a circa 230 metri sul livello del mare.

Questo e' stata la mia prima impressione varcando il cancello di Villa Rosa di Nonna Rosa dello Chef stellato Giuseppe Guida. Ma con una coliritura positiva e non negativa come il famoso romanzo di Carlo Levi "Cristo si e'fermato ad Eboli". Anzi, per quanto riguarda Giuseppe, Peppe per gli amici e' proprio questa lentezza e riscoperta dei ritmi della natura il tesoro nascosto dietro i suoi piatti. 

 

 Colpisce soprattutto l’orto-giardino, curato con rigore quasi ossessivo dallo chef Peppe Guida, che ha scelto di fare della verdura la protagonista della sua cucina. L’esperienza si apre con un’“aria fritta”: una montanara celestiale, leggera e croccante, con una salsa di pomodoro succosa e vibrante. Poi inizia il carosello degli antipasti, un tripudio vegetale che dipende dall’orto del giorno. Le melanzane in versione “a scarpone” sono memorabili, i peperoni bocconi dolci e vellutati, i fiori di zucca, dorati e fragranti, mostrano un equilibrio perfetto tra delicatezza e carattere.

Ogni assaggio racconta l’immediatezza del gesto e la fedeltà alla materia prima. Segue una pasta ripassata, eseguita con grande maestria: al dente, condita al punto giusto, capace di coniugare semplicità e profondità. Il pescato — di solito “povero” ma scelto con cura — arriva in un piatto essenziale, dove ogni aroma è netto e pulito. Il gran finale è dedicato alle zeppoline fritte, gonfie e morbide, perfettamente salate, capaci di regalare un’esperienza di pura golosità sospesa tra dolcezza e sapidità. Pure in questo caso i dolci variano a seconda della giornata, tutti preparati da Francesco Guida, figlio del titolare.

 

“È come andare a pranzo la domenica dalla nonna”

Il concetto è molto semplice e lo ha spiegato a più riprese Peppe Guida: è come andare a pranzo la domenica dalla nonna – nello specifico Nonna Rosa, instancabile colonna dei ristoranti di famiglia – quindi ogni cosa che c’è in dispensa viene messa sul tavolo. Il tutto a un rapporto qualità/prezzo vantaggioso. Villa Rosa offre inoltre camere confortevoli, ideali per prolungare il soggiorno, e una prima colazione sontuosa, che diventa essa stessa un piccolo rito quotidiano indimenticato. Rossella Guida, secondogenita, accoglie con calore genuino, sorriso pronto e un’anima di casa che rende ogni cena un momento familiare.

 

 

 

 

 

qui di seguito il brano tratto dal mio nuvo romanzo: Forever, ispirato proprio dalla visita a Peppe Guida. Buona lettura!

 

 

Da Peppe Guida, il poeta della semplicità.

Vico Equense, ottobre 2020

 

Qui ci siamo amati, qui era finito tutto, era giusto che si ricominciasse da qui. Da questi luoghi, da questo mare che sa di infinito. Ed era giusto che anche Filippo guardasse con i suoi occhi dove suo padre e sua madre si erano amati la prima volta.”

 

Disse Valerio accarezzando la testa del piccolo Filippo e baciando la guancia di Maria mentre il piccolo bus che Giuseppe Guida gli aveva messo a disposizione e li aveva presi all’aeroporto di Napoli si era messo già in viaggio per portarli sulla Penisola Sorrentina.

 

Dopo circa un’ora di viaggio eccoli arrivati a Montichiaro una frazione di Vico Equense» a 280 metri sul livello del mare, ci accoglie un sorridente Peppe Guida, lo chef padrone di casa. Valerio, che ne pensi? Mi dice indicando la vista, che in effetti è magnifica. Dalla terrazza lo sguardo si perde tra il mare, il Vesuvio e le montagne della Penisola Sorrentina

“Venite seguitemi accomodiamoci in giardino, da lì ci godremo un aperitivo vista mare.”

Gli aveva detto lo Chef Giuseppe Guida accogliendeli con un sorriso solare.

Valerio, Maria e Filippo seguirono Giuseppe nel bellissimo giardino di Villa Rosa, dal nome stesso della nonna di Peppe.

 

“Nei piatti di Villa Rosa c’è la tradizione campana, la memoria della penisola sorrentina. Di quando ero bambino.” Continuo il padrone di casa preparando delle sfiziose bruschette.

 

La vista sul golfo di Napoli, con il Vesuvio sullo sfondo, lasciava poco all’immaginazione e aumentava la poesia del tutto.

 

“e allora iniziamo con:

Aria fritta”, una specie di leggerissima pizza da mangiare con le mani facendo scarpetta nella salsina di pomodoro nascosta sotto.

 

 Dopo questo piatto Maria, Valerio e Filippo ebbero il piacere di assaporare totani e patate da urlo, acciughe al limone incredibili e una fantastica frittata con fior di latte e pomodorini che è già leggenda, della freschissima caponata di pomodori, e una fantastica pasta e fagioli con le cozze.

 

“Vedi Filippo oggi ci sono troppe luci. Coprono tutto.

Dovrebbero spegnerle e riscoprire il buio, il silenzio, le stelle e la luna e i tramonti, e il canto del mare e delle creature che popolano la natura. Ecco le stelle, quelle cadenti, quante volte da bambino rimanevo seduto in riva al mare ad attendere nella notte di San Lorenzo le stelle cadenti, un solo istante in cui gli astri tracciassero il cielo con il loro ultimo sogno… e io li ad esprimere un desiderio, un sogno…ma oggi? No, oggi non più. Ecco a mio parere per dovremmo spegnere tutte queste luci, i telefonini, le insegne pubblicitarie, i lampioni e riscoprire la poesia del buio e del silenzio…” Filippo prese la mano di Valerio e la strinse con un sorriso.

 

“E ora? Che ne dite di concludere con il nostro limoncello fatto con i nostri limoni, e uno anche per il piccolo Filippo…Disse Peppe ridendo.

“come il limoncello per il bambino?” si schermi Maria.

“Ma no, per Filippo, un sorso di meloncello, uno sciroppo al melone, senza alcol, naturalmente.

Rise Giuseppe, provocando la risata di Valerio e Maria…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Lo spaghettino al limone di Peppe Guida

Il Furore del Dio Bacco, Cantina Marisa Cuomo

Una Cantina che profuma di infinito, a picco sul mare e gia il nome del luogo del cuore e' tutto  un programma: Furore Costa D'Amalfi.

Le Cantine Marisa Cuomo realtà nata negli anni Ottanta che si è imposta subito nel panorama locale e nazionale grazie alla qualità produttiva. Condotta da Marisa Cuomo e Andrea Ferraioli rappresenta oggi una cantina che è a capo di una filiera agricola di circa quaranta conferitori. Dalle uve provenienti da 5 ettari di terreni dolomitico-calcarei nascono vini eroici come il Costa D’Amalfi Furore Bianco “Fiorduva” o il Costa d’Amalfi Ravello Bianco.


Top Hundred 2006 il Costa D’Amalfi Furore Bianco “Fiorduva”, giallo paglierino e bouquet di erbe marine, biancospino e nocciole, abbracciate in un palato fresco e delicato, ampio ed equilibrato, dal sorso succoso e fruttato, di lunghissima persistenza gusto-olfattiva. Ma di Marisa Cuomo, presenza storica di Golosaria, ci hanno anche affascinato il Costa d’Amalfi Furore Rosso Riserva (piedirosso e aglianico) e il Costa d’Amalfi Ravello Bianco (falanghina e biancolella).

il Fiorduva uno dei bianchi migliori d Italia e del mondo. 

Il Fiorduva è il fiore all’occhiello dell’azienda Marisa Cuomo. Annovera diversi riconoscimenti, anche internazionali, come l’Oscar Miglior Bianco d’Italia, i Tre Bicchieri e il Best of Class Award Limited Production.

Per il Fiorduva le uve, di Fenile, Ginestra e Ripoli sono trattate e raccolte rigorosamente a mano; è questo un modo di operare comune all’intera produzione Marisa Cuomo che, in un territorio ostile per alcuni aspetti, resta il miglior modo per preservare le qualità dei prodotti offerti dalla natura. Dopo la pressatura degli acini, si procede con l’illimpidimento statico a freddo e la fermentazione di circa 3 mesi in botti di rovere.

Il Fiorduva Marisa Cuomo è nobile già nell’aspetto. Con un prezioso color giallo con riflessi dorati si propone alla vista; poi, sprigiona al naso note di albicocca, frutta esotica e fiori di ginestra che rendono morbido e denso il sorso. Il finale è aromatico con sentori di uva passa e canditi. 

Zona di produzione: Campania

Annata: 2024

Alcool: 14%

Capacità: 75 cl

Azienda: Marisa Cuomo

Vitigno: Fenile, Ginestra, Ripoli.

Denominazione: Costa d'Amalfi DOC

Abbinamenti consigliati: Il Fiorduva Marisa Cuomo è perfetto da abbinare a piatti di pesce o crostacei.

Durante la mia ultima visita in Costiera a Furore, anche nel mio precedente romanzo: i migliori anni della nostra vita avevo nominato la Cantina di Marisa Cuomo e quel vino bianco che mi ha stregato il cuore e

l'anima...

L'Abbruzzo e la Maiella di Arcangelo Tinari

Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, dove l’accoglienza fatta di eleganza e bon ton, pregi di immenso valore, viaggiano in perfetta simbiosi. A Guardiagrele (CH), uno dei borghi più belli d’Italia nonchè sede dell’artigianato abruzzese, dal 1966 esiste il Ristorante Villa Maiella premiato con una stella Michelin. Il locale è caldo e accogliente; qui la cucina trova solide basi per una sua naturale evoluzione e mantiene, nel contempo, radici nella tradizione.

In cucina Arcangelo Tinari e sua madre Angela Di Crescenzo, in sala Pascal Tinari ed il patron di casa Peppino Tinari; squadra vincente, la famiglia Tinari che sa perfettamente come far sentire a proprio agio i commensali.

Villa Maiella rapisce per la suggestione del panorama, da un lato il mare e dall’altro la maestosità della Maiella. Siamo, infatti, sulla dorsale della Transumanza cara a D’Annunzio, siamo in luoghi di una memoria a cui si guarda con affetto ricordando ai tempi in cui si verificava la migrazione stagionale dei greggi e dei pastori dalle montagne alle pianure in estate, e viceversa d’inverno.

Arcangelo e Pascal Tinari, le esperienze formative della nuova generazione

Le importanti esperienze internazionali dei due giovani di famiglia Arcangelo e Pascal, hanno senz’altro contribuito ad accrescere una simbiosi di qualità ed innovazione. Alcune scelte eccellenti hanno segnato un passo importante sulla strada dell’alta cucina e della qualità. Si pensi alla fattoria del ristorante dalla quale vengono allevati in modo impeccabile animali e dove avviene un’attenta selezione quotidiana delle migliori materie prime, utilizzate nei piatti con tecniche precise e dall’elevata caratura.

Dalla mise en place al servizio, dalla creatività alla carta dei vini, tutto è fortemente caratterizzato da un fattor comune, la smisurata passione per la ristorazione, elevata negli ultimi anni a livelli sempre crescenti. L’accoglienza e i consigli del patron Peppino rappresentano un valore aggiunto di rara fattura.

Villa Maiella a Guardiagrele, il ristorante stellato “familiare”

Oltre a due menù degustazione c’è anche una formula dedicata agli under 30. Si parte con una gustosa amuse abuche (ottime consistenze di terra e di mare) e si prosegue con i gustosi antipasti, i primi ed i secondi, provando tra un piatto ed un altro il fragrante pane fatto in casa con il meraviglioso burro al lardo.

Eccovi il menu del territorio:

Materie prime selezionate, metodi di preparazione e cottura innovativi per una ristorazione appassionata che esprima le migliori caratteristiche dell’enogastronomia abruzzese.

Piatti unici e menù dedicati per soddisfare il palato dei nostri Ospiti e offrire loro lo spunto per conoscere, annusare, ammirare e guardare il buono e il bello del mangiare:

Stuzzichino

Chitarra di patate con fonduta di Canestrato di Castel del Monte

Crudo di pecora, vaniglia e mais

Coppa di testa, Limone dei Trabocchi e cipolla ramata

Pallotta cac’e ove

Chitarra al ragù d’agnello e ricotta affumicata al ginepro

Agnello al timo

Carota e nocciola

Meringa al vapore, crema inglese allo Zafferano di Pizzoferrato

Piccola Pasticceria

 

 

Anche qui di seguito il brano del capitolo conclusivo della serie di successo il Filo rosso del destino dal titolo Forever: 

 

Era un falso allarme della memoria, come due canzoni che condividono l’incipit ma divergono nello sviluppo.

Si riscosse mentre la serata diventava un omaggio ai sensi orchestrato dallo chef Arcangelo Tinari del ristorante Villa Maiella di Guardiagrele. Fu un viaggio nel tempo: dagli spaghetti alla trappitara, saporiti di frantoio e attesa, alle pallotte cacio e ova, che profumavano di casa. Il Pecorino, minerale e fresco, lasciò il posto al Montepulciano di Masciarelli, un rosso potente che

accompagnò l’agnello al timo.

Tra una portata e l’altra, Valerio sentì la vena creativa pulsare. Quando si ritirò nella sua stanza, finalmente “centrato”, il sapore dello zafferano e del mosto lo cullarono verso il sonno. Ma prima di scivolare nel buio, la mente venne invasa da un’immagine nitida e dolcissima: a piedi nudi su un prato, di notte, che ballavano sulle note di Perfect di Ed Sheeran. Gli occhi del colore giusto, il profumo di rose e di montagne. Era il secondo ricordo completo di Maria ed era meraviglioso. «Sto tornando - mormorò al soffitto della stanza - Iside ha recuperato un altro pezzo.» Prese il telefono e dispose che le rose bianche in consegna settimanale diventassero tre.